Questa è stata proprio impegnativa …

La zona è quella della Valle Turtmann nel Canton Vallese, una valle dal paesaggio da cartolina e come punto base la capanna Turtmannhütte 2.519m con vista straordinaria sul Bishorn 4.153m (già salito pertendo dalla capanna Tracuit), ma in questo caso l`obbiettivo dell uscita è tentare la parete nord del Brunegghorn 3.833m sicuramente un’impresa non facile.

Arrivati nella valle, lasciamo le auto alla fine della strada e subito la nostra attenzione viene catturata dal  `magnifico paesaggio che ci circonda, il verde, l’acqua che scorre nel torrente, le case in legno, i fiori e i profumi, la giornata è bellissima, ci prepariamo a partire in direzione della capanna.

In circa 2 ore  arriviamo alla capanna e, dopo il rito della birra, Cesare propone un po’ di “scuola” e qui in tenuta ridicola (tutti rigorosamente in ciabatte, pantaloncini e maglietta sul prato) seguiamo la lezione … imbrago, moschettoni, fettucce, otto, corda e nodi vari diventano il nostro passatempo prima di cena … alle 18.30 gambe sotto il tavolo e via il festival della cucina a 2.500m … “tritiamo” tutto.

Il tramonto è ancora lontano, giusto il tempo per dare uno sguardo alla luce straordinaria che si riflette sul ghiacciaio e poi alle 21,00 circa tutti a letto per tentare di dormire.

La sveglia à alle 3.15,  una breve colazione, il materiale, lo zaino e via si parte, fuori è buio la luce dei nostri frontali illumina il sentiero in direzione del Bruneggglatcher, in fila dietro a Cesare, testa bassa per vedere dove mettere i piedi, e via subito sulle prime rocce che richiedono già molta attenzione …la temperatura è buona, i pensieri corrono veloci alla parete di ghiaccio verticale che andremo ad affrontare.
 
Arrivati all’inizio del ghiacciaio ci incordiamo e con i ramponi ai piedi iniziamo la lunga salita … “ragazzi fate attenzione, corda tesa qui si sprofonda … il ritmo è buono … l’alba inizia con i suoi giochi di colori … il silenzio, i nostri passi.

Mantenendo un buon passo arriviamo al Bruneggjoch … qui il regista della natura ha dato il massimo per una rappresentazione della montagna … ci concediamo una sosta per ammirare il paesaggio, Cesare ci elenca una per una le cime che ci circondano … e subito dopo lo sguardo viene catturato dalla verticalità della parete nord, a vederla da vicino fa impressione.

Procediamo verso l’attacco subito sotto la terminale, qui la parte più difficile, ci prepariamo, controlliamo il materiale, adesso bisogna dare il massimo.

Siamo pronti, Cesare cerca il passaggio migliore e con estrema sicurezza  affonda le  piccozze ed i ramponi con elegante sincronismo, progredendo sul ghiaccio come se stesse salendo le scale di casa … grande ”il Cesarone”.
Sale, la corda scorre … ci arrivano addosso i primi pezzi di ghiaccio che si staccano per l’azione della picca e dei ramponi … il ghiaccio tiene … “speriamo bene”.

La corda arriva alla fine, “bona…3 metri” è il segnale che diamo a Cesare per fare sicurezza, il tempo di mettere i chiodi e dare il via…”OK venite pure!!!” tocca a noi … impugnando le due piccozze iniziamo la salita, subito le prime difficoltà, la sensazione che i ramponi non tengano … i primi colpi nel ghiaccio sono violenti in modo da penetrare il più possibile nel ghiaccio … il corpo è sorretto da 2cm di punta nel ghiaccio …  ghe emozione!

Siamo solo all’inizio … sarà molto più dura del previsto … cominciamo a prendere confidenza con il ghiaccio e ci fidiamo dei nostri movimenti…con un certo ritmo raggiungiamo Cesare che con pazienza aspettava appeso nella “sua posizione da riposo”, cosí dice lui, ma per noi anche la “sosta” è un momento di forte tensione e facciamo fatica a trovare la  giusta posizione… comunque il primo tiro è andato.

Sempre con la sua straordinaria padronanza nei movimenti Cesare riprende a salire … i tiri di corda si susseguono con un buon ritmo, la fatica si fa sentire, i polpacci sono gonfi e tesi…la sensazione e che possano esplodere … il dolore è forte, ma non si può far niente, si deve continuare a salire.

 “Dai ragazzi…ci siamo quasi…ancora 2 tiri” … 1,2,3 op, 1,2,3 op, questo è il ritmo con cui avanziamo e quando guardiamo in basso ci rendiamo conto di cosa stiamo facendo …che spettacolo!!!”.

Cesare è li un’altra volta in sicurezza che controlla la nostra salita tenendo sempre la corda tesa … qui non si può sbagliare!!!...”avanti ancora un po’ … adesso fermati, altrimenti vai giù dall’altra parte!!!...siamo sulla cornice…forse il momento più pericoloso…tutti e tre in una situazione molto precaria…con calma e moltissima attenzione Cesare  ci guida in vetta…è fatta ci siamo…la cima…l’abbraccio…la commozione…grazie , grazie, sono le  parole rivolte a Cesare.

Il cervello “entra in visibilio”…le sensazioni sono indescrivibili…”felicità”…svaniscono la stanchezza e la tensione (apparentemente), ci concediamo una sosta e facciamo battute ironiche sull’impresa appena conclusa per sciogliere le tensione, ma la concentrazione deve rimanere alta, adesso bisogna scendere.

La discesa si presenta particolarmente insidiosa, la temperatura alta ha reso la neve molle e si continua a sprofondare rendendo faticoso il ritorno in capanna.
In lontananza vediamo la capanna, al primo torrente finalmente ci dissetiamo in maniera esagerata, riprendiamo a camminare e poco prima di raggiungere la capanna vediamo i nostri amici che ci aspettavano ansiosi…”è fatta, grazie Cesarone”.

Una birra per festeggiare e poi giù ancora per il sentiero che ci porterà alle auto,  dove ci rinfreschiamo nel torrente concludendo questa stupenda uscita, che aggiunge un’altra “perla” nei nostri ricordi sempre più belli!!!

 

                                                                 itinerario

 

Partenza

Gruben 1901m

Arrivo

Brunegghorn 3833m

Dislivello

1932m

Difficoltà

EE alla Turtmannhütte; D+ la salita; PD- la discesa

Tempo

2 ore alla capanna; 6 ore alla vetta

Cartografia

CNS 1308 St.Niklaus
CNS 274 Visp

Accesso

Da E o da O si segue la E62 fino a Turtmann: qui si prende la deviazione per la Turtmanntal e la si risale tutta fino oltre il paesino di Gruben. Parcheggio nei pressi della sbarra al ponte sulla Turmanna

Percorso

Seguire la strada, vietata al transito veicolare, sulla riva sinistra della Turtmanna fino al lago frontale del Turtmanngletscher 2174 m e alla morena laterale destra fino a quota 2281 m dove c'é la partenza della teleferica di servizio della capanna. Da questo punto parte il sentiero segnalato che si segue fino alla Turtmannhütte.  Dalla capanna ci sale su sentiero al Bruneggglatscher e lo si risale fino al Bruneggjoch 3365m. Si scende nell’altro versante fino a portarsi sotto la parete N del Brunegghorn; si risale su nevai fino a superare la crepaccia terminale e poi si risale la parete con pendenze sui 50°/55° fino ad uscire a pochi passi dalla vetta

Discesa

Si scende per la cresta NO lungo la via normale