Quando bisogna rinunciare

Per questa arrampicata abbiamo scelto una meta impegnativa, Alphubel 4206m. dalla Täschhütte attraverso la cresta WSW (Rotgrat).

La zona è semplicemente stupenda, siamo nel vallese, abbiamo attraversato la valle di Zermat per raggiungere il paesino di Täsch dove ha termine la strada della Mattertal e da qui siamo saliti per una stradina carrozzabile asfaltata per circa 6 Km fino a Ottavan (Taschalp), alla fine della strada abbiamo parcheggiato e continuato a piedi per un comodo sentiero che termina in capanna.

Il resto della giornata del Sabato la dedichiamo alla preparazione della via con la preoccupazione per le condizioni meteo che non accennano al previsto miglioramento.

Cesare, il nostro amico guida, è convinto che il bel tempo arriverà e quindi decide per la sveglia alle 03.00 del mattino.

Mentre aspettiamo la cena ci godiamo il paesaggio ripassando qualche nodo e controllando l'attrezzatura.

In capanna è tutto esaurito e come capita in questi casi bisogna fare più turni per cenare, dopo cena giusto il tempo per dare un'occhiata alle nuvole minacciose e poi in branda cercando di riposare senza pensarci.

La notte trascorre con qualche problema, preoccupati per le condizioni meteo, quindi riposo difficile. Arriva l'ora, sono le 03.00, un giorno che sarà ricordato, adesso pensiamo a partire, frontale accesso e via lungo il sentiero che ci porterà all'attacco della cresta.

Il buio è totale, ci sono ancora nuvole ma meno dense e ogni tanto si vede qualche stella, siamo fiduciosi.

Il passo è buono, testa bassa per fare luce davanti ai piedi, il sentiero sale, il fiatone anche, per fortuna non fa freddo.

Arriviamo alla base della cresta la luce è ancora poca per vedere bene cosa ci aspetta, ci prepariamo, dopo esserci incordati e prima di arrampicare ci concediamo uno sguardo al contorno delle cime che si vedono intorno a noi, il Rosa, il Cervino, che spettacolo, l'alba si presenta con un gioco di luci unico, mentre le nuvole si dissolvono nel cielo blu intenso.

Ma ora bisogna salire, si parte in conserva (legati al compagno ma senza fare sicurezza), quindi buona aderenza con gli scarponi e molta attenzione alla presa con le mani, Cesare ci consiglia di osservare bene dove passa lui in modo da sfruttare i passaggi e quindi fare meno fatica, siamo al massimo della concentrazione, qui non si può sbagliare, da una parte il vuoto dall'altra pure noi sul filo della cresta, emozionante !!!

Durante la progressione emerge qualche problema, nei passaggi particolarmente difficili uno di noi manifesta difficoltà, Cesare ci rassicura e concede diverse pause, il tempo passa e noi siamo lenti, in quel momento, come succede normalmente in queste situazioni estreme, chi si sente in difficoltà perde automaticamente la fiducia nelle proprie possibilità non riuscendo più a scalare in sicurezza quindi aumentando troppo il rischio.

Questo è il momento dove bisogna rinunciare e grazie al senso di responsabilità ed alla consapevolezza del momento poco felice, arriva la sofferta decisione, non possiamo più continuare in quello stato.

Seduti sulla cresta analizziamo la situazione e con parole di conforto e assoluta calma Cesare cerca di sdrammatizzare visto l'amarezza per quella rinuncia ma ci consola e ribadisce che bisogna capire quando non si è più in grado di continuare e quindi essere costretti a rinunciare, la montagna è anche questo!!!

Si decide quindi di tornare indietro, con tutte le difficoltà di una discesa lungo una cresta per niente facile. Cesare con grande professionalità supera tutte le difficoltà, lasciando l'ultimo tratto all'iniziativa di Domenico che con l'intenzione di tagliare il tragitto si complica la vita nell'affrontare un canalino alquanto impegnativo ma superato alla grande grazie alla sua caparbietà e convinzione che induce Cesare a riconoscere il bel gesto atletico con la decisione di battezzare quel passaggio con il nome di "il passaggio del Cinghiale".

Dopo l'ultimo tratto di cresta fatta in conserva ci portiamo finalmente fuori dove ci riposiamo e cerchiamo tutte le giustificazioni possibili per rendere digeribile la nostra rinuncia con i soliti commenti del tipo; meglio cosi, magari andando avanti poteva succedere che .e via cosi.

Visto il momento Cesare ci ricorda che le montagne saranno ancora li anche la prossima volta, quindi l'impegno di tornare in un momento più favorevole per goderci l'arrampicata.

Ritornati in capanna ci rinfreschiamo e dopo tutti i commenti del caso riprendiamo il sentiero che ci conduce alla macchina.

Seduti in un grottino in fondo alla valle sorseggiamo una buona birra fresca, ci rilassiamo e nonostante tutto siamo contenti per avere trascorso una bella giornata in montagna.


Partenza

Ottavan (Täschalp) 2214m

Arrivo

Täschhütte 2701m (I° giorno) ; Alphubel 4206m (II° giorno)

Dislivello

Täschhütte 2701m (I° giorno) ; Alphubel 4206m (II° giorno)

Difficoltà

E alla capanna ; AD+ (III+) la cresta

Tempo

1,30 ore alla capanna ; 6 ore la cresta ; 5 ore la discesa a Ottavan

Cartografia

CNS 1328 Randa ; CNS 284 Mischabel

Accesso

Da Visp si risale la strada della Mattertal fino a Täsch e da qui si prende la deviazione sulla sinistra per Ottavan

Percorso

Da Ottavan si segue una carrozzabile a fondo naturale fino alla capanna. Dalla capanna si segue un sentiero che porta a una sella a circa 3200m. Da qui si scalano le rocce della Wissgrat fino a circa 3700m dove ha inizio la Rotgrat. Si continua su questa cresta fino alla vetta

Discesa

Per la via normale (Eisnase), si scende su ghiaccio e neve fino all' Alphueljoch e da qui per l'Alphubelgletscher e poi su sentiero alla capanna