Africa, il Kilimanjaro 5895m (prima cima d’Africa).

La scelta è stata semplice, scalare la cima più alta del continente Africano, il Kilimanjaro 5895m, che fra l’altro fa parte delle “Sette Sorelle” (cioè la cima più alta di ogni continente).
Da quel momento tutti i nostri sforzi e risorse sono stati dedicati al fine di organizzare al meglio il nostro viaggio.

08/01/06 Tanzania.
La prima giornata è dedicata al trasferimento in pulmino da Nairobi a Moshi in Tanzania (La settimana prima ci siamo dedicati alla salita del Monte Kenya [v. relazione separata]). Durante il viaggio abbiamo la possibilità di vedere la vera Africa… villaggi, mercati, gente di ogni tipo,  è incredibile per noi che siamo abituati ad uno sfrenato consumismo osservare questo popolo che con poco o niente riesce a trovare stimoli per non mollare e continuare a sorridere alla vita … ogni tanto fa davvero bene renderci conto di come ci aggrappiamo alle cose inutili...
Mentre attraversiamo i villaggi dai finestrini si susseguono senza sosta visioni e colori dell’Africa che rendono allegra e a volte surreale l’atmosfera, come i pastori nomadi Maasai coperti dalle tipiche coperte rosse che si aggirano ai bordi delle strade con le loro capre rinsecchite… sembra di vedere un documentario in TV …proprio così come l’avevamo immaginato …bellissimo.
Passiamo la frontiera con i soliti controlli e dopo qualche ora di viaggio, all’orizzonte, un addensamento di nubi intorno a quello che dovrebbe essere il Kilimanjaro.
Finalmente arriviamo a Moshi, una volta in Albergo (lo Springlands) incontriamo la nostra guida Briyson Hezekia Mlay, detto Kipara (uomo calvo) che insieme al suo assistente ed ai portatori ci accompagnerà alla vetta del Kibo. Ripassiamo il programma per la salita e facciamo un controllo sommario del materiale necessario.

09/01/06 La Machame Route;
Machame Park Gates 1800m – Machame Hut 3000m (1° campo).
Trasferimento da Moshi al punto di partenza per una delle vie più interessanti al Kibo …
La via Machame, anche detta “Whisky Route”, (la via più semplice, la Marango, è chiamata “Coca-cola Route”) presenta un percorso più lungo e impegnativo rispetto alle altre e comunque permette di acclimatarsi meglio. Il percorso non è diretto, dopo la salita del versante ovest si sposta in direzione sud est con un altalenarsi di salite e discese e rapidi cambiamenti di paesaggio.
La via è molto frequentata, purtroppo il Kibo viene proposto da molte agenzie come meta possibile a tutti e senza avere nessuna preparazione particolare …basta pagare per arrivare a quasi 6000m… per cui alla partenza si vedono tutte le tipologie di appassionati-turisti che vogliono cimentarsi nell'ascesa di questa mitica montagna.
Dal Gates decidiamo di partire subito per il primo campo per evitare “traffico”, lungo tutta questa prima tappa si cammina incolonnati in un serpentone di persone fatta di portatori e clienti.
La salita è tranquilla attraverso la foresta saliamo con il passo già collaudato salendo il Kenya “pole-pole” …e la pioggia a rendere questa prima lunga giornata molto umida.

10/01/06 Machame Hut 3000m (1° campo) - Shira Hut 3800m (2° campo).
Finalmente si comincia a salire, direzione Shira Hut. Il programma di marcia viene condizionato molto dal tempo e proponiamo a Kipara di partire presto in modo da evitare il più possibile le ormai puntuali piogge pomeridiane. Nonostante le nuvole minacciose che coprono il Kibo il morale è sempre alto, siamo degli ottimisti!.
Arrivati al campo ceniamo molto presto, 17.30/18.00 e poi tutti in tenda.

11/01/06 Shira Hut 3800m (2° campo) - Barranco Hut 3900m (3° campo).
La giornata si prospetta dura, partiamo per Lava Tower 4600m, un passaggio che divide due versanti lungo la via da percorrere, con l’intenzione di “testare” la quota saliamo bene ammirando il cambiamento di paesaggio e la particolare atmosfera “lunare” che regna su questo versante, ogni tanto una spruzzata di neve per ricordarci che anche se siamo in Africa le temperature qui possono scendere di parecchio… senza problemi e con un buon passo completiamo il nostro programma arrivando a Barranco Hut.
Il tempo non migliora e tra l’altro domani sarà ancora più dura …ci consoliamo come ci hanno abituati, con una cena buona e abbondante.
Il cuoco ci tratta da dio, per colazione ci prepara uova strapazzate, wurstel, pane tostato, miele, marmellata, the e caffè; durante i trasferimenti in quota il pranzo al sacco comprendente uovo sodo, panino, frutta, pollo e aranciata; la merenda all’arrivo ai campi con te, biscotti e popcorn; la cena di solito è abbondante con minestra, riso o pasta, carne, verdure, vari tipi di frutti (mango, banana, maracuja,…), te o caffè.
Insomma … alla fine rischiamo di tornare più grassi di quando siamo partiti!!

12/01/06 Barranco Hut 3900m (3° campo) - Barafu Hut 4670m (4° campo).
Come previsto… tempaccio, ma niente in confronto al Barranco Wall che ci aspetta con le sue rocce scivolose (forse la parte più impegnativa della salita con passaggi esposti e appigli precari), qualche dubbio comincia a sorgere… ma poi via, noi siamo qui per lei e ci arriveremo… Kipara ci sorride e capisce che siamo determinati … non molliamo!!!
Una mano qua, l’altra la… no, un po’ più in alto, i guanti inzuppati, l’acqua scorre lungo il braccio alla ricerca di una presa migliore… qualche brivido… dopo 7 ore arriviamo appena sotto l'’ultimo campo "Barafu Hut" e come premio d'improvviso si apre uno squarcio tra le nuvole e il Kibo si mostra in tutta la sua bellezza … le nuvole spariscono lasciando il posto al colore più bello e sperato…l’azzurro del cielo… il morale sale a 1000… dai che possiamo farcela!, arriviamo al campo.
Le tende ancorate alle rocce sono invitanti … giusto il tempo di cenare (ore 17.00) e fare il punto con “Kipara”, si parte alle 24.00, quindi subito a nanna a cercare di riposare, dormire è quasi impossibile vista l'eccitazione alle stelle.

 

13/01/06 La salita al Kilimanjaro;
Barafu Hut 4670m (4° campo) - Uhuru Peak 5895m.
E’ mezzanotte, si parte tutti in fila a passo pole-pole, il cielo è terso e la luna è piena… non si può chiedere di più… lo spettacolo del ghiacciaio che riflette la luce è unico… si potrebbe procedere senza frontali ma meglio tenerli accesi. Fa freddo, siamo a quota 5500m… “soli”, noi e questa montagna tanto sognata, adesso siamo qui ai suoi piedi, a sperare di arrivare sulla sua vetta, quasi chiedendo il permesso … forse ci ascolta davvero!
Ad un certo punto Kipara si blocca… zitti, state zitti … sentite? …la voce della montagna! La nostra guida Kipara, ci coinvolge in un momento magico …la fiducia cresce.
Si sale …adesso l’altezza si fa sentire … si manifesta qualche lieve sintomo di nausea… ma per ora tutto sotto controllo …verso i 5750m lo sguardo va a cercare Stella Point … ma non si vede è ancora lontano … la luna scompare e il vento aumenta, fa sempre più freddo, nuvole minacciose coprono in pochi minuti la cima …no!, no! proprio adesso no! …sta arrivando il brutto e ci coglie nel punto più impegnativo della salita …è una gran brutta bufera ma Kipara ci dice che si può proseguire!
Finalmente, dopo tanti "ancora l’ultimo sforzo" arriviamo a Stella Point (lo sbocco sulla corona del cratere, da qui il percorso che ci divide dalla vetta dovrebbe essere relativamente pianeggiante...) sono le 05.00, ci facciamo le prime congratulazioni, ma non è finita, ci sono ancora gli ultimi metri, circa 20/30minuti che si rivelano altrettanto faticosi… il vento è sempre più poderoso e la temperatura scende ulteriormente, siamo a  -20 gradi circa …la brina si incolla sulle nostre facce e sui vestiti… dai ragazzi dobbiamo farcela …e in fretta! Siamo in piena tormenta, all’improvviso, alle 05.40 nel buio e nella bufera, la luce dei frontali ci fa intravedere un cartello in legno che riconosciamo all'istante, l'avevamo visto diverse volte tra le foto di altre spedizioni … era proprio lui “Il Picco della Libertà”, l'Uhuru Peak 5895m, …il punto più alto del continente nero, la cima del Kilimanjaro!!! E’ fatta!!! … commozione … freddo … felicità … preoccupazione … sentimenti e sensazioni contrastanti si alternano in un momento intenso … quel momento … il nostro … unico ... grazie Kibo!!!
Purtroppo la fretta nel salire, dovuta alle pessime condizioni meteo, ci fa perdere lo spettacolo dell’alba in vetta, pace, siamo comunque felicissimi e orgogliosi per la nostra impresa.

La discesa; Uhuru Peak 5895m - Mweka Auts 3100m.
Adesso via, via di corsa, la situazione è critica …se la temperatura non sale rischiamo!!!
Per fortuna tornati a Stella Point il tempo migliora e, come per magia, così come era arrivata, la tormenta si placa, forse la montagna ha reso l’impresa più ardua per imprimerla meglio nella nostra memoria chissà? … comunque scendendo ci regala una bellissima alba, il sole inizia la sua giornata colorando le pareti del ghiacciaio (per i Maasai il trono di ghiaccio di Ngai, il dio della Montagna Bianca) con magnifici effetti di luce riempiendo i nostri occhi di immagini indimenticabili. La discesa è un momento particolare, ognuno di noi è raccolto nei propri pensieri.
Il Mawenzi (montagna che fa parte del massiccio del Kilimanjaro) con il suo perenne cappello di nubi, ci guarda mentre scendiamo,  tutto si tinge di rosa e di arancione e la temperatura inizia ad alzarsi …che sollievo.
Si scende, molto velocemente …quasi di corsa, ci lasciamo scivolare sulla roccia lavica. In meno di 3 ore siamo di nuovo al campo e ci stendiamo esausti al sole. Pranziamo con minestrone e frutta.
Alle 11,30 proseguiamo la lunghissima discesa verso Mweka Auts a 3100m. La discesa nella prima parte è molto dolce, nel finale presenta invece numerosi scalini, la fatica si fa sentire e la temperatura e l’umidità si alzano ulteriormente, in un giorno abbiamo subito uno sbalzo termico enorme. Arriviamo al campo sfiniti dopo tre ore di discesa interminabile. Le tende e lo spuntino sono già pronti. Il campo è situato su un pianoro al limite della foresta. Bisogna firmare i registri. Cena con minestra, riso, pollo e frutta …e qui ci scappa anche la birra!!!

E’ fatta, possiamo solo dire che dentro di noi è racchiuso il ricordo di una stupenda esperienza.