“perMontagne a Vallecitos”

Il nostro desiderio di andare per montagne raggiunge il suo culmine nella stagione 2002 quando nasce l’idea di realizzare un sogno, una spedizione sulle Ande.
 
Il perché di questa scelta è dovuta al fatto che oltre alla forte attrazione per le mitiche montagne c’è anche l’interesse dei luoghi e della cultura locale.

Completata tutta la parte organizzativa che ci impegna diversi mesi finalmente il 3 Gennaio 2003 arriva il giorno della partenza verso le Ande Argentine, .
Una volta arrivati a Mendoza ci dedichiamo al turismo e al relax, senza tralasciare la parte organizzativa per il trasferimento in montagna.
Dopo qualche giorno lasciamo la città in direzione delle grandi montagne, la località è Vallecitos; qui il paesaggio ci appare in tutto il suo splendore che lascia incantato chiunque apprezzi la montagna, mai visto niente del genere, la maestosità delle montagne prive di vegetazione ci circonda a perdita d’occhio.
Per noi che già consideriamo le nostre Alpi uniche, qui oltre alla particolare bellezza, si aggiunge la magia che questi luoghi trasmettono.

La zona è poco conosciuta ma ricca di possibilità alpinistiche ideale per svolgere il nostro programma di acclimatazione.
Il risultato del lavoro che avremmo svolto qui ci avrebbe permesso di affrontare al meglio l’alta quota e quindi condizionato enormemente l’esito della nostra spedizione.
Il rifugio che ci ospita è accogliente, anche  il nostro cuoco Argentino di origini Italiane, di nome Dante, un ragazzo incredibile e innamorato delle montagne,  fa di tutto per soddisfare i nostri palati, preparandoci deliziose cene accompagnate dalla sua grande simpatia.
Dopo esserci sistemati ci viene subito la voglia di salire qualche cima e provare le prime sensazioni che provocano questi luoghi.

Come prima scarpinata ci troviamo tutti in cima al Cerro Lomas Blanca 3530 mt, da qui ci si rende conto della vastità di questa montagne.
Ha inizio cosi il nostro programma di acclimatemento ed iniziano così anche i primi problemi, la quota e l’aria particolarmente rarefatta si fa sentire costringendoci a modificare i nostri programmi e obbligandoci a svolgere il lavoro in due gruppi, quelli che sopportano meglio la quota e quelli che hanno bisogno di più tempo, tutto però sembra funzionare bene.
Ogni giorno ci  spingiamo sempre un po più in su per abituarci all’altezza, ma non ci vuole molto a capire che, nonostante l’allenamento, questo su e giù è massacrante e ogni volta che  ritorniamo al rifugio si evidenziano i problemi riscontrati nella salita; ognuno di noi riflette su quello che ci aspetta. 
 
I più in forma di noi, si spingono sul  Pico Franke a 4900 mt  senza incontrare grosse difficoltà; gli altri arrivano sul  Cerro Arenales a 3275 mt; tutti provano il proprio stato di forma.

Il giorno dopo, l’8 Gennaio, il cielo limpido e di un azzurro intenso ci chiede di goderci la giornata, cosi tutti insieme partiamo per trascorrere una notte al campo El Salto a 4150 mt, in questo modo potremo provare la permanenza ad una quota apprezzabile.

La  notte trascorre tranquilla; al mattino del 9 Gennaio qualcuno di noi  accusa un po’ di mal di testa, ma tutto sommato va bene così, tanto che Franco, preso dal suo stato di forma, decide di tentare in solitaria il Cerro Plata 5800 mt, mentre Mario (la guida alpina) ci accompagna per la prima volta  in alta quota;   proviamo così quella fatica che fino a questo momento ci eravamo solo immaginati e che ora stavamo vivendo, passo dopo passo, costretti a frequenti soste per recuperare il fiato; quanto fosse dura non lo immaginavamo nemmeno, ma è comunque grazie alla nostra forza di volontà che arriviamo al Portezuelo del Viento a 5000 mt.

Il 10 Gennaio, come da programma, ci alterniamo nelle varie salite tra cui il Cerro San Bernardo 4200 mt senza trovare particolari problemi.
Arriviamo così alla fine del nostro periodo dedicato all’acclimatamento; la nostra permanenza tra queste splendide montagne è terminata con grande soddisfazione di tutti sia per l’ottimo lavoro svolto, ma soprattutto per la gioia di aver trascorso delle giornate stupende che ci hanno dato l’opportunità di vivere insieme, per la prima volta a stretto contatto, un periodo così lungo, dandoci la possibilità di testare la convivenza in particolari momenti di tensione e la certezza che saranno superati con successo.

Solo chi va per montagne ha il privilegio di godere delle sensazioni che la montagna offre e comprende quanto rispetto bisogna avere nei suoi confronti.
Se riusciamo ad amare ed apprezzare le cose più semplici, saremo certamente ricompensati dalle soddisfazioni che essa può regalarci.

 

                                                     Percorsi

 

Vallecitos

Vallecitos si raggiunge da Mendoza seguendo la strada per il Cile fino a Potrerillos, qui si prende la deviazione sulla sinistra e si risale la valle fino al termine della strada a 2900m (80km da Mendoza). Stazione sciistica in inverno, è dotata di un albergo e di alcuni caseggiati adibiti a rifugio che vengono affittati in estate alle numerose agenzie di montagna che operano nella città di Mendoza. In zona ci sono anche diversi alpeggi caricati nella stagione estiva: sembra di essere sulle Alpi ma 1000m più in alto

Piedra Grande

Per chi preferisce la tenda al rifugio, a 1 ora e mezza di cammino da Vallecitos c’è questa vasta spianata a 3500m, che può essere utilizzata come campo base per le varie uscite nella zona del Cordon del Plata

El Salto

Campo avanzato a 4150m, con area attrezzata per il campeggio e tenda ristorante. Si raggiunge in circa 3.30 ore da Vallecitos su sentiero segnalato. Per chi deve trasportare in quota carichi pesanti è possibile organizzare, fino a questo campo, il trasporto con i muli (reperibili presso i contadini degli alpeggi attorno a Vallecitos)

Cerro Lomas Blanca   3530m

La montagna ideale per prendere confidenza con questa zona delle Ande. Si trova praticamente a picco sopra Vallecitos ed è facilmente raggiungibile in 1.30 ore su sentiero e pietraie (itinerario segnalato)
Difficoltà EE

Cerro Arenales 3375m

Altra vetta comodamente raggiungibile, l’itinerario non è segnalato ma basta seguire il sentierino che scende in un profondo canyon sulla sinistra dei rifugi. Sul fondo del canale l’unica indicazione per la vetta indica il sentiero da seguire. Con vari zigzag si sale fino alla vetta in circa 1.30 ore. In zona diversi branchi di guanachi, possibili incontri ravvicinati
Difficoltà EE

Cerro San Bernardo 4300m

Bella piramide rocciosa con la parte bassa caratterizzata da pendii ricoperti da finissimi detriti che rendono penosa la marcia. Dai rifugi si segue il sentiero sulla riva orografica sinistra del Rio Vallecitos fino ad arrivare alla base di un grande canalone detritico. Seguendo le indicazioni (frecce e bolli rossi) si risale il canale, tenendosi preferibilmente sulle roccette al bordo sinistro dove il terreno è più stabile. Al termine del canale si risale su roccette e tracce la parete soprastante fino ad arrivare a un pianoro con laghetto a circa 4000m.
Da qui si sale alla vetta per un pendio di solide rocce (passaggi max. di II° grado). Circa 4 ore dai rifugi, difficoltà PD-

Pico Franke 4975 m

Posto a picco sopra l’altopiano di Piedra Grande è un “quasi 5000” (anche se per le guide locali raggiunge l’altezza di 5100m). Dai rifugi si sale su sentiero segnalato fino a Piedra Grande. Si prosegue verso sinistra e si risale per pascoli e terrazzi in direzione della cresta N, la marcia è facilitata da tracce di sentiero e da bolli rossi sulle pietraie. Arrivati sulla cresta N la si segue sul filo, con facili passaggi su solide rocce, fino alla vetta. 7/8 ore dai rifugi, difficoltà F

Cerro Plata 6000m

È la montagna più alta della zona del Cordon del Plata, per quanto riguarda l’esatta elevazione le diverse guide indicano quote tra i 5800m ei 6300m. Dal campo di El Salto si sale fra morene e penitentes fino a La Hollada 4500m (possibile campo avanzato). Si prosegue su pietraie e campi sempre più estesi di penitentes fino ad arrivare alla grande sella del Portezuelo del Viento 5000m. Da qui seguendo prima la cresta S e poi la cresta SW si sale fino alla vetta. Pochi passi sotto la vetta sul lato N c’è la carcassa di un elicottero precipitato mentre svolgeva una missione di soccorso all’ equipaggio di un altro elicottero anch’esso precipitato in zona: i resti di questo secondo elicottero sono scivolati lungo la parete, ma, in mancanza di neve sono anch’essi visibili. 8 ore da El Salto, difficoltà F+